Qual è la sfida più interessante che stai affrontando oggi e come stai contribuendo a trasformarla in un’esperienza che crea valore?

Una delle sfide più interessanti che sto affrontando è portare l’intelligenza artificiale all’interno dei processi aziendali dei nostri clienti. Non significa solo introdurre nuove tecnologie, ma lavorare su abitudini e sistemi radicati nel tempo, comprendendoli a fondo e trovando il modo di innovarli. Il mio contributo è costruire soluzioni concrete e realmente adottabili, capaci di trasformare l’“abbiamo sempre fatto così” in un nuovo modo di lavorare che generi valore tangibile.

In che modo stai lasciando la tua impronta nella community Capgemini, oltre le attività quotidiane del tuo ruolo?

Credo che la vita lavorativa, soprattutto in Capgemini, sia qualcosa che va oltre le attività progettuali: proprio per questo cerco in tutti i modi di far crescere le nostre community, per condividere con i colleghi qualcosa in più di una chiacchiera tra una call e l’altra mentre siamo in ufficio. Questo ha portato all’organizzazione di eventi sia di sede che di practice, come ad esempio l’I&D Community Day, un’iniziativa che ho organizzato a Bologna, pensata per conoscerci meglio tra colleghi della stessa practice, magari davanti a un piatto di tagliatelle o a uno spritz!

Qual è un momento del tuo percorso che racconta davvero chi sei come professionista e che merita di essere condiviso?

Un momento fondamentale della mia esperienza lavorativa è stata la partecipazione al Next Generation Board, un percorso che mi ha permesso di confrontarmi direttamente con il board di Capgemini in Italia su tematiche e iniziative di interesse strategico per tutta l’azienda, in cui ho avuto la possibilità di proporre le mie idee, preparare business case e capire meglio come funziona la nostra organizzazione. Un’esperienza che mi è stata estremamente utile sia a livello personale che lavorativo, e che mi ha permesso di affrontare con la giusta consapevolezza tante altre sfide.