Qual è la sfida più interessante che stai affrontando oggi e come stai contribuendo a trasformarla in un’esperienza che crea valore?

Lavoro immerso nelle tematiche di intelligenza artificiale generativa e agentica. Le sfide più grandi sono due: da un lato restare al passo rispetto alle novità tecnologiche che si susseguono settimana dopo settimana, dall’altro lavorare su una cultura che deve necessariamente evolversi a fronte dei progressi dell’AI. Provo a contribuire diffondendo buone pratiche, studiando, adottando un approccio di sperimentazione continua, cercando di mantenermi capace di spostarmi rapidamente su nuove strade, a mano a mano che la tecnologia evolve.

In che modo stai lasciando la tua impronta nella community Capgemini, oltre le attività quotidiane del tuo ruolo?

Non credo nei risultati del singolo, pertanto non credo di lasciare “la mia” impronta nella community Capgemini. Credo nel valore delle reti, e ogni giorno mi impegno ad alimentare e ad accrescere le connessioni della mia rete per cercare persone e contesti dove collaborare insieme. Mai come oggi è necessario confrontarsi, dialogare, e ispirarsi l’uno con l’altro per individuare delle soluzioni di valore in mezzo a tanta complessità.

Qual è un momento del tuo percorso che racconta davvero chi sei come professionista e che merita di essere condiviso?

Credo sia importante aiutare i clienti a orientarsi sui temi dell’AI avanzata, in un momento storico in cui alcuni concetti sono spesso abusati. Nei dialoghi con i nostri clienti così come nelle mie attività di sviluppo tecnico interno, provo a ad essere sempre molto preciso nell’uso delle parole, nel loro significato, nelle scelte di design e di sviluppo delle soluzioni tecniche che facciamo. Spesso mi ripeto “lo pensi, o lo sai?” per ricordarmi di approfondire le cose senza accontentarmi di restare sulla loro superficie.