Qual è la sfida più interessante che stai affrontando oggi e come stai contribuendo a trasformarla in un’esperienza che crea valore?

Sono specializzata in ingegneria acustica e sono una Senior Sound Designer, ricopro la posizione di Senior Product & System Engineer in Capgemini Engineering. Ho studiato pianoforte al Conservatorio fin da bambina, ho lasciato per dedicarmi interamente a ingegneria, e la musica mi ha poi raggiunta di nuovo, prima negli studi e poi nel lavoro. In questi ultimi 10 anni in Capgemini mi sono occupata di sonificazione delle autovetture luxury e premium, di qualità dei sistemi audio e di sound quality di componenti e interfacce utente, oltre che della qualità del suono di elettrodomestici e home appliance.

Oggi la sfida più interessante è dare un’identità sonora ai veicoli, rispettando vincoli normativi senza perdere il carattere del brand. Ogni avviso sonoro nasce da una specifica tecnica, deve integrarsi nei sistemi e superare test di validazione. Ma è un lavoro dove la componente tecnica da sola non basta, serve anche quella sensibilità istintiva di pianista che mi guida verso il suono giusto. Questo connubio porta a molte delle scelte che poi migliaia di guidatori sentiranno ogni giorno, spesso senza accorgersene.

In parallelo affronto una sfida personale: sono tornata al Conservatorio da adulta per completare la mia formazione musicale, in un ambiente non sempre aperto a chi arriva da un percorso come il mio. Capgemini mi accompagna puntando sulla formazione di un profilo che difficilmente si trova già formato sul mercato e che poi torna, tangibilmente, nei progetti su cui lavoro.

In che modo stai lasciando la tua impronta nella community Capgemini, oltre le attività quotidiane del tuo ruolo?

Provo a dimostrare che ingegneria e formazione artistica si rafforzano a vicenda. Porto avanti standard su come il suono migliora l’esperienza utente, un principio che vale oltre l’automotive – dal rumore delle patatine al segnale di un elettrodomestico. Nella community provo a essere un esempio per chi ha talenti paralleli al proprio ruolo: Capgemini permette di sviluppare entrambe le dimensioni, professionale e personale. Credo che raccontare la mia storia possa dare a qualche collega il coraggio di riprendere in mano un progetto personale, arricchendo poi anche il modo di lavorare.

Qual è un momento del tuo percorso che racconta davvero chi sei come professionista e che merita di essere condiviso?

Forse proprio questa storia. Il momento più rappresentativo è tornare in conservatorio da adulta, dopo anni passati a progettare il suono delle auto. Non è stata una scelta scontata, ma sapevo che quel titolo avrebbe reso più solida la competenza che metto ogni giorno al servizio dei clienti. Quando un avviso acustico o il suono di un elettrodomestico sembrano naturali, c’è dietro anche questo: un ingegnere che non ha mai smesso di essere musicista, come quando, nel Rinascimento, arte e tecnica dialogavano senza essere separate.