Mitigare l’impatto del cambiamento climatico è alla base dell’evoluzione su larga scala del settore Energy and Utilities

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La transizione energetica sta generando nuovi modelli nel settore Energy and Utilities: per quasi il 70% delle organizzazioni mitigare l’impatto del cambiamento climatico è alla base di questa evoluzione, ma la maggior parte delle aziende ancora non possiede le competenze necessarie per intraprenderla

Milano, 9 dicembre 2021 – Secondo l’ultimo report del Capgemini Research Institute, intitolato “Remodeling the future: How energy transition is driving new models in energy and utilities”, le organizzazioni del settore Energy and Utilities che hanno implementato nuovi modelli energetici[1] stanno riportando molteplici benefici. Questi nuovi modelli stanno infatti trasformando l’intero settore, nel quale è diventato imperativo mitigare l’impatto del cambiamento climatico visto che le emissioni di gas serra (GHG) legate all’energia costituiscono oltre il 73% di tutte le emissioni a livello mondiale.

Il cambiamento climatico e la domanda degli investitori sono i principali fattori di trasformazione nel settore Energy and Utilities: quasi il 70% delle organizzazioni (68%) afferma infatti che mitigare l’impatto del cambiamento climatico è alla base dell’introduzione di nuovi modi di fare business, mentre il 63% cita invece la domanda degli investitori. Nonostante solo il 44% dei dirigenti indichi la redditività come motore del cambiamento, i potenziali benefici del passaggio ai nuovi modelli sono evidenti.

Secondo il report, le organizzazioni che stanno implementando modelli di energia pulita hanno già ottenuto una riduzione del 4,6% delle emissioni Scope 3[2] (con un’ulteriore riduzione del 13% prevista nei prossimi tre anni), mentre alcune stanno anche registrando un aumento delle entrate del 6%.

Buono per il business e il pianeta

I nuovi modelli energetici stanno portando a maggiori opportunità di upselling per le organizzazioni, in grado anche di attirare nuovi clienti. Le aziende globali hanno infatti già registrato un aumento del 4% delle opportunità di upselling grazie a questi nuovi modelli, cifra che dovrebbe aumentare fino al 9,2% nei prossimi tre anni.

Strategia e competenze rimangono sfide critiche

Nonostante la necessità di trasformazione sia evidente, il settore Energy and Utilities rimane in uno stato di transizione, con pochissime organizzazioni che attualmente implementano nuovi modelli energetici. Il 64% delle organizzazioni prevede ad esempio di implementare soluzioni di accumulo di energia in futuro, ma solo il 19% lo sta già facendo.

Secondo il report, la maggior parte delle organizzazioni non ha ancora creato una strategia commerciale per questi nuovi modelli: solo il 18% degli intervistati afferma infatti di avere una strategia globale con obiettivi e scadenze ben definite.

Le capacità richieste per i nuovi modelli, come fonti di energia alternativa e piattaforme energetiche, differiscono notevolmente da quelle attualmente a disposizione delle aziende del settore. La ricerca rileva che la maggior parte delle organizzazioni (70%) non possiede le capacità necessarie per sviluppare nuovi modelli, in particolare per la mancanza di competenze tecnologiche interne e attenzione verso le nuove tecnologie (68%), competenze relative ai servizi (62%) e competenze legate ai dati (56%).

Agire per accelerare l’implementazione

Nei prossimi anni, l’implementazione dei nuovi modelli energetici richiederà una decisa accelerazione per trasformare le ambizioni in realtà.

Alessandro Kowaschutz, CPRD & EUCS Director di Capgemini in Italia, ha affermato: “La transizione energetica sarà la forza trainante di questo decennio: le aziende devono elaborare strategie che coinvolgano l’intera organizzazione e portarle su scala per garantirne il successo. È anche necessario aumentare i ritmi dell’innovazione, dato che al momento solo un terzo delle aziende è in grado di sviluppare e testare nuovi modelli e industrializzare i risultati: è arrivato il momento di adottare un approccio fail-fast e stringere nuove partnership, sia all’interno che all’esterno degli ecosistemi esistenti”.

Oltre a strategia e innovazione, il report evidenzia la necessità di investire nello sviluppo di competenze tecnologiche e legate ai dati, necessarie per trasformare l’operatività aziendale. Mentre il settore Energy and Utilities continua un’importante trasformazione nella propria catena del valore, le organizzazioni che possono beneficiare del vantaggio iniziale stanno registrando un cambiamento nella mentalità interna: il successo dell’implementazione e della scalabilità dei nuovi modelli energetici richiederà in ogni caso un forte supporto da parte di tutta la C-suite.

Metodologia

Il Capgemini Research Institute ha intervistato 530 dirigenti senior di organizzazioni del settore Energy and Utilities nei mesi di agosto e settembre 2021. Tutte le organizzazioni coinvolte hanno riportato entrate superiori a 200 milioni di dollari nell’anno finanziario precedente. Capgemini ha inoltre condotto interviste approfondite con dirigenti senior del settore Energy and Utilities per indagare i nuovi modelli energetici più rilevanti, le sfide di implementazione e le prospettive del settore.

Per scaricare una copia del report, clicca qui.

[1] Con nuovi modelli energetici ci riferiamo a nuovi prodotti e servizi e a nuovi modi di gestire il business. Tali modelli includono servizi energetici, piattaforme energetiche, soluzioni di stoccaggio dell’energia, carburanti alternativi, servizi di mobilità, servizi di gestione della rete ed energia pulita.

[2] Con emissioni Scope 3 si intendono tutte le emissioni indirette che si verificano nella catena del valore dell’azienda, comprese le emissioni a monte e a valle e quelle non incluse nelle Scope 2 (emissioni indirette generate dalla produzione dell’energia acquistata).

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