Cloud economics o come sfruttare tutto il vantaggio del cloud

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Il cloud ha inizialmente suscitato interesse tra le aziende grazie alla sua promessa di ridurre i costi dell’infrastruttura. Tuttavia, equiparare i costi di hosting al cloud pubblico è semplicistico. I tratti distintivi del cloud pubblico come automazione, flessibilità, misurabilità e utilizzo in modalità self-service e on-demand sono le basi della rivoluzione dell’economia del cloud che stiamo riscontrando nella trasformazione delle imprese più avanzate.

La T del Total Cost of Ownership (TCO)

Quando si parla di costo totale di proprietà, l’accento è posto sulla parola “totale”: più si trasforma, maggiori sono i guadagni a lungo termine.

Dando il via alla sua trasformazione, si può ottenere un impatto diretto e rapido sul TCO:

  • Ottimizzare la spesa per soddisfare esigenze reali. Il cloud pubblico offre la possibilità di raffinare le configurazioni, elasticità delle risorse e innovazioni come il “serverless”, che concilia consumi ed esigenze di risorse. Più viene utilizzato un approccio cloud nativo, migliore è questo adattamento.
  • Implementare una gestione più intelligente della disponibilità. Una cospicua fonte di costi viene sostenuta dalle infrastrutture per i piani di disaster recovery: tali costi possono essere razionalizzati mediante un uso intelligente delle infrastrutture messe a disposizione dai provider di cloud pubblico.
  • Ottenere aumenti di produttività nelle attività operative e di sviluppo, automatizzando e facilitando l’implementazione di DevOps, che riduce il costo unitario di manutenzione e funzionamento delle applicazioni.

Quest’ultimo punto è la pietra miliare dei cloud business case: l’evoluzione del modello operativo porta a una trasformazione strutturale a lungo termine dei costi IT.  Per ottimizzare le spese, il CIO deve ora controllare le richieste attuali e future di servizi e applicazioni. L’offerta di servizi deve adattarsi alla strategia di business dell’azienda.

Trasformazione della natura dei costi IT

La trasformazione da un modello CAPEX a un modello OPEX evita investimenti a monte e rende più fluido il cash-out. Bisogna però guardare oltre la fase di investimento: l’elasticità e l’utilizzo su richiesta creano le condizioni per trasformare i costi IT in un costo variabile – specialmente se i costi IT sono direttamente collegati a linee di prodotti e servizi – e possono adeguarsi ai cambiamenti dell’attività.

Il passaggio a un’organizzazione incentrata sul prodotto che va oltre l’IT, ma include l’IT, rappresenta il vero impatto a lungo termine dell’economia cloud: la trasformazione del costo IT diventa un costo variabile.

Top-line, top-line

Facciamo un altro passo avanti nella ricerca di ulteriori fonti di valore. Queste sono più difficili da quantificare in un business case, ma diventano evidenti quando si confrontano le aziende che hanno abbracciato completamente il cloud con quelle che non l’hanno fatto:

  • Data l’autonomia che i product manager e i team di sviluppo possono avere con un approccio cloud, la velocità di lancio di funzionalità e servizi aumenta molto rapidamente: questo è un fattore chiave di differenziazione soprattutto nello spazio digitale.
  • Il costo della sperimentazione diminuisce drasticamente: un approccio basato sul cloud elimina la maggior parte dei costi hardware e software iniziali per provare nuovi prodotti, servizi e applicazioni. Il costo cessa di esistere immediatamente al termine dell’esperimento, quando s’interrompe l’utilizzo dei servizi.
  • Questo aumento della velocità di immissione sul mercato e la riduzione dei costi di sperimentazione sono accelerati dagli investimenti nell’innovazione dei fornitori di servizi cloud. Il flusso costante di servizi avanzati che ruotano intorno a dati, intelligenza artificiale, IoT e altro ancora, sono accessibili a livelli di prezzo molto dettagliati, consentendo una maggiore sperimentazione e innovazione allo stesso costo.

Sta diventando chiaro che il ROI è maggiore nel cloud.

La trasformazione del cloud non è un processo tecnico, ma aziendale. Catturarne il valore complessivo richiede un’azione coordinata tra le linee di business, IT, finance e risorse umane.

L’economia del cloud, un equilibrio dinamico

La natura self-service e on-demand dell’utilizzo del cloud, soprattutto nelle organizzazioni incentrate sul prodotto, implica un modello di acquisto delle risorse IT più distribuito e variabile. I requisiti delle risorse applicative fluttuano, il fornitore di servizi cloud cambia, vengono adottati nuovi servizi, il tutto in cicli molto brevi, il che rende difficile stare al passo con gli attuali processi di acquisizione, soprattutto nel caso in cui la velocità di immissione sul mercato è fondamentale.

È qui che entra in gioco la nozione di FinOps, un processo continuo di governance e ottimizzazione delle pratiche di utilizzo del cloud, in modo che il costo sia il più ottimale possibile in relazione alle esigenze. Per mantenere l’equilibrio dei costi relativi al cloud, vengono prese in considerazione tutte le variabili:

  • Modelli e politiche operativi
  • Modelli di architettura e scelte progettuali
  • Accordi contrattuali con fornitori di cloud

L’economia del cloud è intesa come parte della trasformazione globale. Lasciato all’unica prospettiva di outsourcing della risorsa infrastrutturale, un cloud business case non comprenderà tutti i fattori del valore. Inoltre, il mondo del cloud è molto dinamico e padroneggiare il business case richiede un attento monitoraggio sia del valore prodotto che del consumo delle risorse.

 

Autore

Claudio Pontili

AWS Center of Excellence Lead

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