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Innovazione e sostenibilità: una relazione virtuosa per un futuro migliore

Capgemini
2020-06-12

La sostenibilità sta diventando il riferimento per il new normal e la portante degli attuali percorsi di innovazione. Anche all’interno dell’azienda, il concetto di sostenibilità è intrinsecamente connesso con quello della trasformazione digitale, e sempre più permea tutti gli ambiti delle imprese, dalla governance alle operations.

Innovazione e sostenibilità: dal conflitto alla simbiosi

Nonostante questo legame profondo che sempre più caratterizza il rapporto tra questi due elementi, sostenibilità e innovazione sono stati spesso considerati come forze contrapposte. In particolare, in passato, l’implementazione di innovazioni tecnologiche e industriali è stata considerata come una delle principali cause di consumo delle risorse naturali. Oggi, però, innovazione e sostenibilità nella sua accezione più ampia, che dunque include le persone, il pianeta e i profitti, sono sempre più collegate virtuosamente, tanto che l’una viene alimentata dall’altra.

Infatti, come ribadito anche all’interno del point of view Sustainable Business Revolution 2030, presentato da Capgemini durante il World Climate Summit 2019, è possibile fare la differenza solo lavorando insieme e integrando la tecnologia nella strategia e negli obiettivi di sostenibilità. Tutti gli investimenti tecnologici devono essere considerati attraverso un obiettivo di sostenibilità e i leader aziendali hanno la responsabilità di identificare come la tecnologia può consentire nuovi modelli di consumo, di business e di vendita sostenibili, nonché prodotti e servizi che impattino positivamente sulle tre direttrici people, planet e profit.

Capgemini Invent, Sustainable Business Revolution 2030

Da questo assunto, quindi, è possibile identificare due modalità di interazione tra questi elementi: l’innovazione sostenibile e l’innovazione per la sostenibilità.

Innovazione sostenibile

La sostenibilità diventa elemento permeante dell’innovazione, tanto che osserviamo questo fenomeno da due punti di vista. L’innovazione è resa sostenibile nel medio periodo dall’approccio di Open Innovation: esso permette la sostenibilità economica dell’innovazione nel tempo, grazie alla condivisione e al “ri-uso” di risorse all’interno dell’ecosistema, e permette l’attivazione di meccanismi di innovazione distribuita, sostenibile dal punto di vista economico e di disponibilità di talenti. L’Open Innovation ci permette anche di introdurre le dimensioni di sostenibilità nei percorsi di sviluppo di nuovi servizi e prodotti digitali, grazie all’attivazione dell’intero ecosistema composto da startup, università, enti di ricerca, fornitori, consulenti e altre parti esterne. La sostenibilità diventa l’elemento che accompagna i processi di innovazione di prodotti e servizi; un esempio è la strategia Move-to-Cloud di Capgemini, che introduce per tutti i clienti uno strumento di calcolo del risparmio di CO2 che è possibile ottenere attraverso la migrazione in cloud dei sistemi informativi.

Innovazione per la sostenibilità

L’innovazione d’altra parte si sta orientando verso nuovi servizi digitali, sostenibili by design, e verso prodotti innovativi sviluppati in questo senso. I processi di innovazione stanno includendo in maniera equilibrata le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, ossia ecologica (planet), economica (profit) e sociale (people). Queste tre dimensioni trovano articolazione nei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, che costituiscono il nucleo vitale dell’Agenda 2030.

I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU

Analizziamo dunque le tre dimensioni che stanno alla base dell’innovazione per la sostenibilità:

People

L’innovazione orientata ai nuovi servizi sostenibili valorizza le dimensioni etiche dell’Intelligenza Artificiale e attraverso questa le caratteristiche dell’Intelligenza Emotiva e le dimensioni di inclusione sociale. Mentre le organizzazioni fanno progressi nello sfruttare i benefici dell’innovazione, consumatori, dipendenti e cittadini guardano con attenzione all’Artificial Intelligence e sono pronti a favorire o penalizzare aziende che adottano, attraverso di essa, comportamenti etici. Un esempio in questo campo arriva dall’Applied Innovation Exchange (AIE), la piattaforma globale di servizi per l’innovazione di Capgemini: tra le numerose iniziative sviluppate in ambito di innovazione per la sostenibilità vi è quella realizzata con Action for Children, che con un team di sei persone ha trascorso cinque settimane immersa nel nostro AIE di Londra, collaborando ed esplorando nuovi modi di operare. Insieme abbiamo lavorato a una serie di progetti, tra cui la loro campagna di Natale, per valorizzare le iniziative di raccolta fondi aziendali e di gamification nella raccolta fondi. Le nostre ricerche sul futuro nel settore della vendita al dettaglio e la metodologia AIE Discover sono state utilizzate per sviluppare rapidamente Elf.ai: un’esperienza unica nel pop-up store di Natale, supportata dall’Artificial Intelligence per la scelta dei regali destinati da “Secret Santa” ai bambini disagiati.

Un’immagine del pop-up store di Natale tratta dal sito di Action for Children

Planet

L’innovazione di servizi per la sostenibilità ambientale e del pianeta è ormai da tempo una priorità per le aziende, nonostante le stesse siano, a livello globale, tra i principali responsabili dell’aumento delle emissioni di carbonio nell’atmosfera (basti pensare che solo 100 aziende sono responsabili di oltre il 70% di tutte le emissioni). Il mondo delle imprese ha la grande responsabilità dell’innovazione per la sostenibilità ambientale. In questo contesto, una delle sfide che ha affrontato Capgemini con l’AIE di Utrecht riguarda la sicurezza alimentare. Gli agricoltori dei paesi più poveri utilizzavano metodi tradizionali poco efficienti, non avendo accesso ai grandi macchinari e all’innovazione occidentale. L’AIE ha collaborato con AGRICS, un partner locale basato in Kenya, per mettere a punto il progetto FARM (Financial and Agricultural Recommendation Models), valorizzando i dati che AGRICS aveva raccolto in diversi anni di operatività. Grazie all’utilizzo di nuove e potenti tecnologie come le immagini satellitari ad alta precisione, i big data e il machine learning, un agricoltore AGRICS riceve notifiche via SMS sul suo telefono che lo aiutano a capire e pianificare il lavoro e i progetti della sua azienda agricola. Questa soluzione ha aiutato gli agricoltori ad aumentare il raccolto in modo esponenziale, dando loro una vita migliore.

Un’infografica che illustra il progetto FARM

Profit

L’innovazione di servizi per la sostenibilità prevede nuovi modelli di business, basati su nuovi servizi e nuovi modi di valorizzare le risorse e quindi il valore per gli stakeholder sul lungo periodo. Le imprese devono intraprendere ambiziosi percorsi di trasformazione che consentano loro di raggiungere un livello di piena sostenibilità. Capgemini lavora con diverse organizzazioni in diversi settori per studiare e diffondere nuovi modelli di business e nuove tecnologie incentrate sulla trasformazione digitale e sulla sostenibilità, che renderanno possibile tutto questo. Ciò richiede una reinvenzione dei servizi e delle operations abilitate dalle nuove tecnologie, in particolare dalle piattaforme digitali e dall’utilizzo dei dati. Un esempio concreto è Circle, una soluzione sviluppata da Capgemini attraverso l’AIE di Lille, che ha l’obiettivo di accelerare la transizione verso la “moda sostenibile”. Come evidenziato dal Resale Report di threadUP e GlobalData, entro il 2028 il mercato dell’usato crescerà più del settore del fast fashion, superando i 64 miliardi di dollari a livello globale. Circle si basa sull’Intelligenza Artificiale, semplificando il processo di rivendita dei capi. La soluzione automatizzata utilizza le tecnologie Intel e HP Inc. insieme alla piattaforma di identità digitale di Eon.

Un video dimostrativo della soluzione Circle

I clienti portano i capi d’abbigliamento usati al negozio aderente più vicino, che ne scatta una foto. Circle utilizza l’IA per scansionare e analizzare i vestiti e generare automaticamente una pagina del prodotto, segnalando eventuali difetti come buchi o macchie. Con l’aiuto della soluzione, il negozio stima il valore dei capi di seconda mano in base al marchio, all’autenticità, alla descrizione, alle dimensioni, alle condizioni e ai materiali. Una volta che i clienti hanno verificato che le informazioni siano corrette, possono lasciare il prodotto nel negozio, che lo prepara per la rivendita. I capi sono promossi online e in-store e i venditori possono scegliere se tenere il guadagno della vendita per sé o se darlo in beneficenza.

Il funzionamento della soluzione Circle, sviluppata attraverso l’AIE di Lille

La redazione dell’articolo è stata curata da Massimo Ippoliti e Cristina Juliani.