Esiste una ricetta segreta per fare la differenza?

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Viviamo in una società in cui ognuno vorrebbe lasciare il proprio segno e poter dire di aver fatto la differenza. Qualità professionali, competenze tecniche, studi universitari, soft skills… Cosa non deve mancare perché questo accada? Si può dire che esista una ricetta segreta ? Non ne sono sicuro ma potremmo provare a crearla insieme. Cosa ne dite se vi racconto quali ingredienti ritengo fondamentali e vediamo cosa ne viene fuori?

Alla base di tutto non può che esserci una buona dose di lavoro continuo e costante. Aggiungiamo impegno, dedizione quanto basta, e un pizzico di sacrificio, che sono fondamentali per il lavoro in Capgemini.

Perché si raggiungano i risultati desiderati nel migliore dei modi e si possa fare la differenza, bisogna ovviamente essere bravi, ma non basta. Per essere veramente bravi, il lavoro deve innanzitutto piacerci, appassionarci, farci sorridere di soddisfazione. Il divertimento e ancor più la passione, valori di Capgemini, non devono mai mancare.

Credere negli stessi valori in effetti, è un altro ingrediente fondamentale…si può cambiare in meglio qualcosa in cui non crediamo ? No, non è possibile. Se quello che facciamo non ci piace e non ne siamo convinti, anche la nostra motivazione sarà pigra e intermittente.

Perciò dedicarsi a ciò che si fa, è un’altra componente essenziale della nostra ricetta.

A questa ricetta aggiungerei altri due ingredienti: la partecipazione e la collaborazione. Essere parte della vita @Capgemini, seguirne le iniziative, sentirsi coinvolti in prima persona cercando di dare un contributo concreto al loro sviluppo, mi ha dato la possibilità di crescere personalmente prima ancora che professionalmente.

Sono convinto inoltre che sia molto importante avere una propria visione della realtà circostante, riuscire a guardarla con occhio critico e distaccato, senza avere il timore di proporre le proprie idee innovative, di condividere una visione alternativa che ti permetta di emergere, sempre nel rispetto degli altri.

Per me fare la differenza significa soprattutto riuscire a migliorare una macchina funzionante, senza stravolgerla, ma aggiungendo il valore dei piccoli gesti.

Infatti, fare la differenza non vuol dire solo cambiare quello che ci circonda, ma lasciare il segno del nostro passaggio, lasciare qualcosa di noi alle persone che incontriamo quotidianamente, ai nostri collaboratori, al cliente, al nostro manager.

Anche solo una nostra piccola idea, un piccolo innesto di noi nel mondo, può essere “rivoluzionario” per gli altri e può tornarci indietro un capitale di grande valore.

Essere aperti a questo tipo di scambi ci permette di lasciare il segno, di fare veramente la differenza.

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