Anche io innovo!

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Da qualche anno si fa un gran parlare di innovazione e se cercate su Google il termine “innovazione” molto probabilmente sarete sommersi da milioni di risultati che provano a disegnare un’idea di ciò che può significare per ciascuno “innovare”: innovare nel senso di cambiare, innovare nel senso di creare qualcosa a cui nessun altro ha pensato finora, innovare nel senso di crescere. Eppure ognuno di noi ha una risposta diversa dentro di sé alla domanda “che cos’è l’innovazione”. Provate a chiederlo a chi vive immerso nell’innovazione quotidiana e dell’innovazione fa la sua missione! Il consulente. Quello innovatore, s’intende.

Ecco, io parto da questa constatazione: per innovare davvero bisogna avere coraggio. Le grandi innovazioni avvengono nel momento in cui la gente non ha paura di fare qualcosa di diverso dal solito: la parola stessa, innovazione, contiene in sé la novità, qualcosa di fresco, di nuovo, di sconosciuto!

Un tempo era utilizzata politicamente col senso di “rivoluzione“, ma oramai si utilizza quasi unicamente in relazione alla tecnologia. E la tecnologia, a sua volta, si nutre di menti creative e in grado di azzardare. Per risolvere problemi, certo, per rendere la vità più semplice.

Non è forse quello che proviamo a fare tutti i giorni con il nostro lavoro e le nostre competenze?

In Capgemini innoviamo ogni giorno: nel senso di creare qualcosa di nuovo, ad esempio fornendo strumenti per aumentare la produttività delle aziende clienti, oppure nel senso di migliorare qualcosa che già esiste, donandogli una nuova vita, nuova utilità e nuove funzionalità grazie alle nuove tecnologie che ogni giorno vengono rilasciate.

Attualmente, faccio parte di un gruppo di lavoro che segue la migrazione di una società di factoring da un vecchio sistema gestionale degli anni ‘80 ad un sistema più evoluto e molto utilizzato nel nostro ambiente che il cliente non conosceva affatto: è un progetto stimolante perché ci ha messo a contatto con persone abituate a fare le cose in un modo ormai consolidato e che si è messa comunque in discussione per imparare, per evolvere, per innovare! Un’esperienza ricca dal punto di vista umano, oltre che professionale: siamo cresciuti un po’ tutti in quell’occasione, non solo chi ha appreso uno strumento nuovo; abbiamo introdotto il nuovo tool cercando di fondere insieme il nuovo e il vecchio per ottenere come risultato un sistema fatto comunque su misura per l’utente.

Perché il cambiamento non può essere evitato, ma è altrettanto vero che deve andare d’accordo con l’uomo! Siete d’accordo?

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