Cosa significa lasciare il segno in consulenza?

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Cosa significa lasciare il segno in una grande azienda come Capgemini? Vi è mai capitato, seduti ad una scrivania, di fare qualcosa che resti utile anche al lavoro di altri colleghi e per lungo tempo? Vi racconto la storia di chi, una volta, ce l’ha fatta e ha potuto farlo solo facendo propri, tutti i giorni, i valori su cui si fonda questa azienda. Umiltà in primis, ma anche libertà e divertimento!

Qualche anno fa, in quel di Marcon, ho partecipato attivamente agli sviluppi e alla manutenzione del sistema di gestione del Portafoglio Polizze Auto di un nostro cliente leader nel mercato assicurativo. Mi sono reso conto subito di quanto fosse ampio e complesso e, devo ammettere, mi sono trovato in difficoltà nel tentativo di comprenderne bene ogni dettaglio. Questo per almeno tre ragioni: in primo luogo, trattandosi di un sistema che allora era in esercizio da oltre dieci anni, non disponevo di memoria storica e la documentazione talvolta soffriva di obsolescenza o incompletezza; in secondo luogo, il sistema usava (e usa) numerose tecnologie amalgamate in modo non sempre ovvio; in terzo e ultimo luogo, la numerosità degli oggetti in gioco era tale da dissuadere chiunque.

In particolare, si trattava di investigare circa 1600 programmi COBOL e le loro interdipendenze, più altrettanti “tracciati”; era un po’ come disegnare un grande grafo orientato con 4.800 e 43.000 archi: allora non mi sono perso d’animo e ho iniziato a costruire un “robottino” che esaminasse in modo sistematico l’intero parco software Cobol allo scopo di individuare e catalogare informazioni non-ovvie. Per di più, mi trovavo alle prese con un grafo che non è statico, fisso nel tempo, ma è soggetto a quotidiani cambiamenti, marginali o estesi, proprio perché descrive un sistema che ancor oggi è sottoposto a manutenzione e a nuovi sviluppi.

Riuscire ad avere una visione d’insieme di un grafo fatto in  quel modo, a mio avviso, presenta difficoltà paragonabili a quelle che incontrerebbe una squadra di Marines costretta a scalare un muro a pareti lisce verticali, alto due metri, con armi e bagagli al seguito! Chi ha fatto il servizio militare può capirmi. E proprio perchè io, quell’esperienza militare l’ho vissuta in prima persona, ho deciso di affrontare la questione con quello spirito combattivo che mi ha sempre contraddistinto. Ed è proprio questo l’obiettivo del piccolo robot: ogni giorno, anche più volte al giorno, fare letteralmente a pezzi il muro e ricostruirlo in una forma tale da poter essere agevolmente affrontato e superato!

In breve tempo, quello che io ho iniziato a chamare “il robottino” è cresciuto con l’aggiunta di funzionalità specifiche e, ancor oggi, è uno strumento d’uso quotidiano che permette a una decina di colleghi di effettuare analisi di impatto o di individuare brani di codice morto all’interno del codice. Abbiamo scoperto, per esempio, che ci sono decine di moduli che nessuno usa più, così come il fatto che durante l’ultimo rilascio il grafo si è ingrandito di 5 nuovi nodi e 13 nuovi archi. Ma l’appetito vien mangiando, si sa, per cui nel tempo sono state introdotte alcune analisi cucite su misura per rivelare l’uso di tecniche di programmazione non più standard e quindi considerate deprecate o obsolete, oppure la presenza di caratteri non permessi e formalismi errati.

Come ho fatto a ideare e creare strumenti simili che si rivelano essere ausiliari e complementari, ma utili se non addirittura necessari al buon svolgimento dell’attività principale? Grazie a tutti i colleghi con cui ho sempre avuto la fortuna di lavorare e che lasciano libero sfogo alla creatività e alla fantasia!

Questo ha fatto sì che ancora oggi, dopo anni che non lavoro più su quel progetto, i colleghi del team si affacciano di tanto in tanto nella mia stanza per fare un qualche commento sul sistema e  complimentarsi con me per quanto sono riuscito a mettere in piedi. Ho lasciato il segno e lasciare il segno, in questo ambito, significa costruire strumenti utili che resistono con forza e coraggio alla prova del tempo. Potete provarci tutti…

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