Quanto valgono i nostri profili social?

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Quanto valgono i profili social di cui, ormai, nessuno di noi sa fare a meno? Hanno solo un valore affettivo, o possiamo immaginare che abbiano anche un valore monetario?

Nuova piattaforma, vecchie riflessioni. Vecchie sì, ma sempre attuali, intendiamoci. La prima volta che ho scritto un pezzo per il social magazine Io Sto In Capgemini risale a un anno fa esatto e in quell’occasione avevo provato a fare un esercizio per capire se, oltre al valore “affettivo” che ciascuno di noi attribuisce ai propri profili social, fosse possibile attribuire loro anche un valore, per così dire, “monetario“. L’ho preso come un gioco come è giusto che fosse e, in fin dei conti, mi sono divertito a farlo. Ma il gioco non cela forse quasi sempre un’anima seria e degna di spessore?

Ripropongo qui il mio esercizio, sperando possa offrire qualche spunto di riflessione sul mondo virtuale…

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Siamo davvero affezionati ai nostri profili social in rete, “luogo” in cui molti di noi passano una considerevole parte del proprio tempo libero. Ma oltre al valore che noi gli attribuiamo, questi profili hanno anche un valore economico? E’ una domanda che si sono posti in tanti ed a tale riguardo vorrei condividere alcuni spunti, a mio parere interessanti, passando in rassegna i principali social.

Iniziamo da Twitter: dividendo gli 11,5 miliardi di capitalizzazione per 320 milioni di utenti il risultato è di appena 36 dollari, neanche il valore di uno skipass… siete rimasti delusi? Pensavate di più? E’ vero parliamo di valori medi, con tutti i limiti e le anomalie che ne conseguono. Ma è anche l’economia dei social network, sostenuta da numeri enormi, che tende a perdere di sostanza se analizzata con il microscopio dell’individuo!

Se consideriamo gli altri social l’ordine di grandezza della valutazione delle nostre attività digitali non cambia di molto.

Prendiamo LinkedIn, le rete dei profili di lavoro: 60 dollari pro capite, ottenuti dividendo i 26 miliardi di dollari, spesi da Microsoft nella recente acquisizione, per gli account totali.

Vediamo ora come va con Snapchat: dividendo i 28 miliardi di dollari della capitalizzazione per i 300 milioni di account il risultato è 93 dollari. Circa un pieno di benzina!

Và un po’ meglio, invece, con il profilo Facebook: 235 dollari che si ottengono grazie alla capitalizzazione da 400 miliardi di dollari dell’azienda di Zuckerberg.

Da notare che il valore del profilo Facebook, in cui condividiamo il nostro tempo libero, è maggiore di quello del profilo su LinkedIn dove, invece, pubblichiamo la nostra esperienza lavorativa. Ma non sorprendiamoci di questo perchè, per la pubblicità, vero motore di Internet, siamo più interessanti come consumatori che come dipendenti o professionisti!

Insomma se proviamo a sommare il valore di tutti i nostri profili, da Twitter a Facebook, per il marketing digitale valiamo meno di 500 dollari a testa. D’accordo, si tratta di un esercizio teorico, ma, in ogni caso, fa impressione scoprire di poter valere, al massimo, come la metà di uno smartphone di ultima generazione, non trovate?

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