Angelo o Demone. Eroe positivo o eroe negativo. Nella vita di tutti i giorni, in ufficio, a volte siamo Angeli, a volte Demoni. Le mansioni che ricopriamo, e i compiti che ci vengono assegnati, possono far venire fuori in ognuno di noi ora l’uno ora l’altro lato di noi stessi, a seconda dei casi.

Ma è davvero tutto in questo dualismo il ruolo che possiamo assumere al nostro desk e nel rapporto con i colleghi? Oppure, con un sano sforzo di ottimismo, possiamo immaginare una nuova figura positiva che indirizzi i nostri pensieri in una direzione più sana e appagante?

Io ho immaginato un nuovo collega, quello che tutti noi dovremmo essere per noi stessi e per gli altri: il Chief Happiness Officer 🙂

Questo perché penso che la vera felicità, nella nostra quotidianità, risieda nell’avere il giusto tempo per fare quello che avremmo voglia di fare davvero, con le persone di cui vogliamo circondarci, nei posti in cui vogliamo trovarci. E quando si tratta di prendere e offrire un  po’ di felicità, nessuno vi dirà mai: “no grazie, non mi interessa!”

Perché, allora, non provare ad entrare nella stessa ottica anche a lavoro?

E’ qui che entra in gioco, con ritmi tutti suoi naturalmente, il Chief Happiness Officer! Questa avveniristica figura ci supporta nell’equilibrio lavoro-vita privata e ci fa guardare dentro di noi, cogliendo quello che siamo nati per essere. Tutti possiamo sforzarci di cercare in noi il Chief Happiness Officer e di metterlo a lavorare sodo per sentirsi appagati, utili e realizzati.

A tutto vantaggio del business e della produttività ovviamente, no?