L’incubo del consulente

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Nel nostro lavoro quotidiano, tutti affrontiamo sfide e scadenze impossibili, continue richieste, pressing sfinente e problemi tecnici di ogni genere. Nulla, però, preoccupa un consulente più dell’arrivo della fine del mese, quando le nostre peggiori preoccupazioni prendono forma all’orizzonte col passare dei giorni e diventano inesorabilmente realtà…

Nonostante passino gli anni, cambino gli strumenti che abbiamo a disposizione, nascano nuovi progetti, la fine del mese arriva per tutti e  la principale preoccupazione di un consulente resta sempre, inevitabilmente, la stessa. Capirete ora perché, a distanza di oltre due anni, il mio vecchio post resta oggi più attuale che mai.

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Se provate a chiedere ad una persona qual è il suo peggiore incubo, potrebbe rispondervi: “Freddy Krueger che ha appena terminato la manicure” o “essere inseguiti da un esercito di zombie, alieni, mutanti e assetati di sangue!”. Altri magari vi diranno che ciò che più temono è essere costretti a rimanere incatenati ad una sedia per ore a guardare telenovelas o reality in TV, oppure essere costretti a dover ridare non solo un esame all’università, ma anche l’esame di guida e persino quello del sangue.
Probabilmente, però, se faceste la stessa domanda ad un consulente otterreste una risposta diversa: il timesheet.

C’è chi è costretto a farlo tutti i giorni, chi deve affrontarlo una volta la settimana. I più fortunati possono pensarci addirittura solo una volta al mese. Ma, inevitabilmente, il timesheet deve essere compilato senza possibilità di deroga!

A volte fare il timesheet può richiedere uno sforzo pari almeno a quello necessario per affrontare la scalata dello Stelvio in bicicletta e con il cambio rotto (almeno il sellino però lasciamolo!). Non solo occorre rammentarsi di farlo (i più previdenti si mettono un reminder nell’agenda e i più fortunati vengono allertati via mail), ma occorre anche ricordare cosa si è fatto nelle diverse giornate il che, se si lavora su più progetti, può non essere così semplice.

Ma il vero dramma è quando non si ha più la possibilità di inserire ore/giornate su una commessa perché è stata chiusa o perché non ci sono più ore disponibili. Come giustificare infatti il lavoro speso su un progetto se le ore preventivate sono terminate?

Capita, quindi, che possa essere necessaria a quel punto una buona dose di inventiva e di improvvisazione per portare a termine la compilazione del timesheet, altre volte invece tutto risulta più semplice. Una cosa è certa: se volete fare i consulenti, mettetevi l’animo in pace, al timesheet non si scappa.

Ragazzi vi lascio dato che siamo a fine mese e l’incubo si avvicina…

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