Il magazine ai tempi del W.W.W.

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La tecnologia è talmente radicata nel nostro quotidiano che non ci accorgiamo nemmeno di utilizzarla e di farlo con estrema semplicità e naturalezza. Tutti i giorni, anche in ufficio, per parlare e allinearci con colleghi che sono lontani chilometri ed è subito come averli difronte.

Ci siamo: finalmente il nuovo Blog è pronto e inizio felicemente a riempire queste pagine virtuali con contenuti che descrivono al meglio la vita da consulente Capgemini. Tutto è iniziato da un’e-mail di Caterina che ci chiamava a raccolta in una conference call per parlare di alcune novità riguardo al social magazine Io Sto In Capgemini che già tutti noi conosciamo e che da qualche anno riempiamo con i nostri racconti, le nostre foto e le riflessioni più svariate da condividere con colleghi e colleghe.

Una delle problematiche che alcune volte si vengono a creare quando uno di noi è fuori sede e lavora presso il cliente è quella di perdere un po’ di vista le iniziative dell’azienda, anche quelle più coinvolgenti,  le più interessanti, un po’ per questione di tempo, un po’ perchè hai meno occasioni di confrontarti con altri colleghi. Proprio per questo motivo non sono riuscito a partecipare alla call. Dopo pochi giorni, però, una seconda email mi ha spinto a contattare Caterina, collega della sede di Roma che tiene assieme le fila delle nostre idee e dei nostri racconti, e stavolta l’ho fatto direttamente tramite il sistema di chat aziendale. Chat che, a sua volta, nel giro di un minuto e grazie alla frase “Ma sì, chiamami che nel frattempo prendo un caffè”, si è trasformata rapidamente in una chiamata vocale.

Trovo buffo che, quando capita di parlare con i colleghi che lavorano in un’altra città, quasi sempre la conversazione inizi chiacchierando della situazione meteorologica, del fatto che piova o ci sia un bel sole, e così è stato per la nostra telefonata improvvisata (in quel momento, sia a La Spezia che a Roma il tempo non era affatto dei migliori!) prima che si arrivasse a parlare  del nuovo Blog e di qualche trucchetto tecnico sull’utilizzo della piattaforma di back-end.

Cosa mi ha portato a pensare questo momento, simile a molti altri passati in Capgemini?

Mi ha fatto riflettere su come la tecnologia abbia velocizzato il nostro modo di vivere. In un passato non troppo lontano, i giornali, gli articoli di informazione e non, esistevano solo su carta e portavano via ore e ore di lavoro per pensare, scrivere e mettere insieme i pezzi. Oggi è possibile creare tutto, in poco tempo, dal proprio PC, scegliendo una categoria nella quale far rientrare il proprio pezzo e salvando il contenuto sulla piattaforma prescelta.

La velocità con la quale si comunica è cambiata: prima si utilizzavano lettere che impiegavano giorni, settimane, se non addirittura mesi in alcuni casi per arrivare a destinazione; oggi, invece, tramite la posta elettronica questo tempo si è ridotto a una manciata di minuti: il tempo di scrivere, inviare e aspettare la risposta del destinatario. Ma non ci siamo fermati: si sono sviluppati i messaggi brevi e istantanei come gli SMS, o le chat che permettono di avere una discussione quasi in presa diretta con la persona. E poi ci sono ancora le video chiamate che permettono a tutti gli effetti di parlare e vedere in tempo reale la persona con cui parli e che che si trova dalla parte opposta del telefono o del Pc, in modo del tutto naturale, proprio come se fosse davanti a noi.

Queste nuove tecnologie hanno talmente impregnato la nostra quotidianità che non ci rendiamo conto di quanto tutti noi siamo già esattamente nel futuro. Quello sognato e appena immaginato dai nostri genitori.

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